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STORIA
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La
mia storia con la meccanica credo sia nata con me, non ho memoria di non
essere stato appassionati di moto e di meccanica pur non avendo in
famiglia nessuno che fosse nel settore. A 11 anni decisi che la mia bici da cross andava riverniciata, perciò mi
misi sul balcone di casa e la smontai tutta, la verniciai a bomboletta ( e
fin qui niente di strano) e la rimontai tutta da solo. Nel
'76, non ancora quattordicenne, anziché andare a giocare a pallone come
quasi tutti i miei compagni di scuola, prendevo su la mia bici da cross
riverniciata ed andavo da un meccanico di moto vicino a casa: " scusi
posso stare qui a guardare?" gli chiedevo e passavo li qualche ora,
all'inizio solo a guardare, poi ho incominciato a
passare le chiavi, poi a mettere a posto gli attrezzi , poi a fare
qualche lavoretto e così ho avuto i primi insegnamenti e le prime
esperienze di officina. A 14 anni acquistai la prima “moto”, il Gilera
50 5 marce del fratello del mio compagno di banco, per 75.000 lire ( ne
avevo 70 e le 5000 ancora gliele devo). Mentre giravo per il quartiere un
giorno incrociai una ragazza con una moto!!! con un Aspes da cross!!! ( a
quei tempi le ragazze avevano il Ciao o al massimo la Vespa ) fu così che
conobbi Francesca. Tra il '77 ed il '78 modificai completamente il Gilera
50 facendone una versione da trial: telaio alleggerito, forcella di
sezione maggiore , ammortizzatori più lunghi, pedane più alte,
sottocoppa protetto, scarico protetto tra telaio e motore, sella e
manubrio. Questa fu la mia prima trasformazione completa di una moto.
Compiuti
i 16 anni mi ero messo anche a gareggiare nel campionato Triveneto di
trial col mio nuovo Fantic 125; sapevo tutto su tutte le moto da trial
compatte ed ergonomiche: peso ridotto al minimo, motore compatto e
prestazionale, sbalzo massimo, altezza da terra esasperata eccetera,
quando sfogliando un libretto "Tutte le moto del mondo '75-'76"
mi sono imbattuto in una moto ASSURDA: peso 240 kg, tolleranza da terra 14
cm, cilindrata 1000 cc e solo 50cv di potenza. Era una Harley Davidson,
assurda per i miei canoni del momento; talmente assurda che non sono mai
più riuscito a togliermela dalla testa. Anzi nel giro di pochissimo
cominciai ad interessarmi sempre di più al mondo Harley e soprattutto
custom, comprai un Fantic Chopper 125 scassato ( d’altra parte avevo
solo 16 anni) lo risistemai, ma più che altro lo modificai: ruota
anteriore da 19”, manubrio ape hanger, scarico, verniciatura,
decorazione del serbatoio e del telaio, pedane e parafanghi.
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1979
Attirati
dal Chopper parcheggiato fuori dall'officina dove lavoravo dopo la scuola,
molti si rivelarono interessati a trasformare le proprie moto, cominciai
così ad eseguire modifiche e verniciature custom.
All'inizio
erano veramente poche le Harley che circolavano in Italia, perciò si
lavorava su qualunque moto passasse il convento e, dato che i pezzi che
servivano per le modifiche non si procuravano facilmente e comunque solo
con misure americane, costruivo quasi tutti i pezzi io stesso. Ovviamente
una trasformazione che si rispetti comprende anche selle e schienali,
iniziai così anche a lavorare gommapiuma, neoprene, pelle e cuoio;
montato un ago da pelle sulla Singer di mia madre a pedale, mi diedi da
fare anche con selle a sbalzo, ricami, tuck and roll, ecc.
Intanto
con Francesca eravamo ormai una coppia fissa e nel dicembre del 1979 ci fu
la nascita di Federica.
Dato
che le richieste continuavano, in un angolo dell'officina tra motorini e
moto da trial, creai uno spazio con manubri alti e bulloni a punta: era
nato Jonathan's Pupils Choppers.
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1980/82
Tra
la fine del 1980 ed il 1981 c'è una concentrazione di avvenimenti molto
importanti anche se diversi tra loro: finisco
gli studi, io e Francesca ci sposiamo, compriamo la prima Harley,
diventiamo il primo rivenditore di W&W Cycles e fondiamo uno tra i
primi MC italiani: i Jonathan's Outlaws, nome che presto cambieremo col
molto più conosciuto Bandits .
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Data la difficoltà di
reperie parti
speciali ed accessori, mi dovetti ingegnare per la realizzazione di tutti
quei componenti che sono necessari per la modifica delle moto comprese le
selle, iniziai così anche a lavorare pelle e cuoio. Montato un ago da pelle sulla
Singer di mia madre, oltre alle coperture per le selle, inizio a
cucire gilet, giubbini e chaps, preludio della produzione in serie degli
anni a venire.
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1983

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WORKING ON
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WORKING ON CAPTAIN VERONA
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1984
Raggiunta
finalmente l'età richiesta per girare in Harley senza rischiare la
galera, nel settembre dell'84 acquistai un FX Super Glide del '73, che
ancora oggi possiedo, trasformato negli anni in un rigido lunghissimo.
L'anno
successivo organizziamo
il primo raduno Biker di Verona
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CHOPPER'S HOLE

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CHOPPER'S HOLE
MORINI CAPTAIN VERONA

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1985
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Nel 1986, apriamo Urban Cowboy, negozio dedicato
all'abbigliamento biker e western, ma, oltre alle moto, la nostra grande
predisposizione artistica ci fa avvicinare anche all'arte del tatuaggio.
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Nel 1989 decidiamo di cedere l'attività di
abbigliamento e di dedicarci esclusivamente ai tatuaggi aprendo l'URBAN
COWBOY TATTOOS, uno dei
primi studi specializzati in Italia, la cosa ci assorbe talmente che non
ho più il tempo per l'officina, ma continuo a modificare le moto nostre e
dei nostri amici.
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| 1991
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1993
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Nel
1998 nasce Electra nostra nipote, a 35 anni diventiamo nonni ed il mondo
diventa illuminato da una luce diversa.
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Nel 1999 Federica, nostra figlia maggiore, finiti gli
studi inizia a dedicarsi anche lei ai
tatuaggi.
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Complice
il fatto che siano di “moda” posso tornare a dedicarmi alle moto che
prediligo: i chopper vecchia maniera (che poi è l’unica maniera in cui
può esistere un Chopper degno di questo nome). Impiego
esclusivamente motori, telai, parti ed accessori d’epoca o comunque
corretti per il periodo, mi piace creare ciascuna moto come se fosse stata
costruita ai tempi di Capitan America e Billy, restaurando ed
eventualmente modificando ogni singolo pezzo per renderlo perfettamente
funzionante, adattandolo alle esigenze estetiche e funzionali che intendo
raggiungere.
Anche
la ricerca dei vari componenti ovviamente è fondamentale, riconoscere a
colpo d'occhio l'accessorio giusto per quel particolare risultato e che si
possa adattare allo scopo.Questo
stile è stato denominato nell'ultimo decennio stile giapponese, cosa che
mi infastidisce molto, dato che realizzo moto di questo genere da prima
che i giapponesi in questione imparassero ad andare in bicicletta.
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| 1999

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| 2000

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| JONATHAN
ROMEO and JULIET
2000

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A
Maggio del 2004, dopo l’estate che si ricorda per la possibilità di
vedere Marte ad occhio nudo, la vita ci riserva la sorpresa dell’arrivo
di Fiamma, la figlia numero 2. |
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| 2004

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2006

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| 2008 |
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2009
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2011
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2014
La famiglia si allarga con l'arrivo del nuovo nipotino
Eric.
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2015
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2016
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2019
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2021
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2024
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continua...
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